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Suggerimenti per i professori di scienze religiose sulle relazioni della Chiesa con l'Ebraismo

 
 

La Dichiarazione del Concilio Vaticano Il, Nostra Aetate, approvata il 28 ottobre 1965, segna una svolta importante nella storia dei rapporti ebraico-cristiani. A nove anni di distanza dalla promulgazione del testo conciliare, la Commissione Vaticana per le Relazioni religiose con l'ebraismo ha emanato un testo successivo dal titolo Orientamenti e Suggerimenti per l'applicazione della Dichiarazione conciliare Nostra Aetate 4 che riprende ed amplia il documento concilare.

Questi due testi fondamentali, che hanno valore vincolante per la chiesa universale, chiedono tra l'altro di:

- "non insegnare alcunché che non sia conforme alla verità del vangelo e dello Spirito di Cristo" a proposito degli ebrei e dell'ebraismo (Nostra Aetate 4);
- promuovere tra ebrei e cristiani "la mutua conoscenza e stima che si ottengono soprattutto dagli studi biblici e teologici e da un fraterno dialogo" (Nostra Aetate 4);
- "stimolare la ricerca degli specialisti sui problemi relativi all'ebraismo e alle relazioni ebraico-cristiane specialmente nei campi dell'esegesi, della teologia, della storia e della sociologia" (Orientamenti e Suggerimenti 1974);
- istituire "dove ciò sia possibile, delle cattedre per studi ebraici e incoraggiare una collaborazione con studiosi ebraici" (Orientamenti e Suggerimenti 1974);
- dare "una giusta interpretazione delle letture liturgiche nelle omelie, soprattutto quando si tratti di brani che sembrano porre il popolo ebraico come tale in una luce sfavorevole" (Orientamenti e Suggerimenti 1974).

Il CENTRO SIDIC (Service International de Documentation Judéo-Chrétienne) fondato su richiesta di un gruppo di vescovi e di esperti conciliari all'indomani della Nostra Aetate per promuoverne l'attuazione, suggerisce, alla luce dei documenti sopracitati, alcuni punti essenziali che, nei Seminari, nelle Facoltà Teologiche, negli Istituti di Ricerca e nelle Scuole di Formazione, si dovrebbero tener presenti nell'insegnamento delle discipline: - Teologiche; - Storiche; - Liturgico-catechetiche.


PER L'INSEGNAMENTO DELLE DISCIPLINE TEOLOGICHE

"È necessario che i cristiani cerchino di capire meglio le componenti fondamentali della tradizione ebraica e apprendano le caratteristiche essenziali con le quali gli ebrei stessi si definiscono alla luce della loro attuale realtà religiosa" (Orientamenti e Suggerimenti 1974). A tale scopo si dovrà insegnare:

1. Nell'ambito delle Scritture ebraiche
- l'unità del piano salvifico di Dio e l'irrevocabilità della promessa fatta da Dio al popolo ebraico (Rm 9-11);
- l'importanza delle Scritture ebraiche che non si oppongono al Nuovo Testamento e al messaggio di Gesù ma ne sono la base per la comprensione e per l'interpretazione;
- il valore teologico e spirituale della Torah ('Legge') da non ridurre a legalismo e ad esteriorità.

2. Nell'ambito delle Scritture cristiane
- il legame del Nuovo Testamento con l'Antico, fondamentalmente di ordine teologico e spirituale e non solo linguistico e culturale;
- una presentazione scevra di pregiudizi dell'ebraismo antico e specialmente del movimento farisaico, portatore di grandi valori religiosi;
- i problemi legati alla condanna di Gesù a morte e al 'deicidio';
- il processo di formazione dei testi neotestamentari (cfr Divino Afflante Spiritu e l'Istruzione della Commissione Biblica), riconoscendo in alcuni motivi anti-ebraici il riflesso di una polemica successiva e tardiva.

3. Nell'ambito del cristianesimo primitivo
- il contesto del giudaismo primitivo entro cui e da cui sono nati il cristianesimo e l'ebraismo rabbinico;
- l'ebraicità di Gesù, della Vergine Maria, degli Apostoli e delle prime comunità cristiane;
- la convivenza tra Chiesa e Sinagoga per qualche decennio, fino a dopo la distruzione del Tempio;
- le ragioni, non sempre teologiche, del conflitto tra Chiesa e Sinagoga;
- l'originalità e la novità del cristianesimo da affermare non al di fuori o contro l'ebraismo ma a partire e dentro l'ebraismo.

4. Nell'ambito dell'ebraismo
- la complessità storica e teologica dell'ebraismo che non permette semplificazioni e generalizzazioni;
- l'ebraismo non solo realtà storica ma ancora viva e attuale che continua fino ai nostri giorni;
- l'ebraismo dotato di un suo valore autonomo e di una sua dignità originale indipendentemente dal cristianesimo;
- l'interpretazione dell'ebraismo alla luce dell'ebraismo stesso, definendolo come gli ebrei stessi lo definiscono e non come i cristiani vorrebbero definirlo

5. Nell'ambito della ricerca teologica
- il mutato atteggiamento delle Chiese protestanti, delle Chiese ortodosse e della Chiesa cattolica nei confronti dell'ebraismo;
- la conoscenza de --le nostre due comunità (cattolica e ebraica) religiose legate a livello stesso della propria identità" (Giovanni Paolo Il, 6 marzo 1982);
- l'importanza teologica dell'ebraismo nella ricerca e'nel dialogo ecumenico;
- la storia dei misfatti del cosiddetto "Insegnamento del disprezzo" (Jules Isaac);
- lo scandalo e la provocazione dell'olocausto (genocidio) per la teologia cristiana;
- una teologia della continuità-compimento piuttosto che della rottura-sostituzione;
- l'elaborazione di schemi teologici più appropriati per interpretare il rapporto tra ebraismo e cristianesimo.


PER L'INSEGNAMENTO DELLE DISCIPLINE STORICHE

"Si stimolerà la ricerca degli specialisti sui problemi relativi all'ebraismo e alle relazioni ebraico-cristiane, specialmente nei campi dell'esegesi, della teologia, della storia e della sociologia.
Gli istituti superiori cattolici di ricerca... sono invitati a dare il loro contributo per la soluzione di tali problemi" (Orientamenti e Suggerimenti 1974). A tale scopo, nell'ambito della storia della Chiesa e dei suoi conflitti con il mondo ebraico, sarà necessario studiare:

1. L'ebraismo post-esilico e inter-testamentario
- la rinascita della fede ebraica e il sorgere di nuove Istituzioni religiose;
- la vitalità dell'ebraismo (scritti sapienzali e letteratura apocalittica) e la pluralità dei movimenti religiosi, quali i Farisei, i Sadducei, ecc.;
- la nascita del cristianesimo, i rapporti tra la liturgia sinagogale e la liturgia cristiana, le ragioni della rottura tra Chiesa e Sinagoga e il "proto-scisma".

2. L'ebraismo rabbinico
- l'affermazione dell'ebraismo in seno alla Sinagoga e il prevalere del movimento farisaico;
- l'origine, la struttura e il contenuto delle grandi opere religiose ebraiche (Targum, Midrash, Talmud) e il loro rapporto con la teologia dei Padri della Chiesa.

3. L'ebraismo medioevale
- l'originalità del pensiero ebraico nelle grandi scuole di Babilonia dal V al XI secolo (Saadia Gaon, ecc.);
- i filosofi e i commentatori ebrei in Spagna e in Francia dal XI al XVI secolo (Ibn Gabirol, Rashi, J. Halevi, Maimonide, ecc.) e l'interazione delle tre culture ebraica, araba e cristiana;
- lo sviluppo della mistica ebraica e le sue vicende nel Medioevo cristiano;
- le crociate, le espulsioni, le conversioni forzate e la legislazione ecclesiastica sugli ebrei.

4. L'ebraismo dall'epoca della Riforma al XX secolo
- l'emarginazione e la persecuzione degli ebrei con l'Inquisizione e il Ghetto;
- il movimento hassidico e la sua importanza nella storia della spiritualità;
- l'llluminismo e le sue conseguenze per l'ebraismo (M. Mendelssohn) e il cristianesimo;
- il pensiero religioso della filosofia e dèlla letteratura ebraica moderna e i suoi legami con il pensiero cristiano.

5. L'ebraismo e il genocidio nazista
- il ruolo dei pregiudizi teologici antigiudaicie l'atteggiamento delle chiese nello sviluppo del nazismo neo-pagano (Hitler, i campi di concentramento e lo sterminio di milioni di ebrei);
- la teologia e la storia della Chiesa alla luce del genocidio nazista.

6. L'ebraismo moderno
- l'identità religiosa della Diaspora ebraica moderna;
- la rinascita d'Israele e il problema che pone per la teologia cristiana.


PER L'INSEGNAMENTO LITURGICO-CATECHETICO

"Per quanto riguarda le letture liturgiche nelle omelie, si dovrà dare ad esse una giusta interpretazione, soprattutto quando si tratti di brani che sembrano porre il popolo ebraico, come tale, in una : luce sfavorevole. Ci si sforzerà di istruire Il popolo cristiano In modo tale che esso comprenda tutti i testi nel loro giusto senso e nel loro significato per il credente di oggigiorno" (Orientamenti e Suggerimenti 1974). A tale scopo è necessario:

1. Superare il marcionismo
- affermando Il valore di tutta la Bibbia e presentando le Scritture ebraiche come Parola di Dio di uguale valore e dignità delle Scritture cristiane;
- ricollocando nel suo quadro storico la tipologia propria delle letture scelte senza esasperarla né sottovalutarla;
- educando alla tipologia a tre tappe (passato, presente e futuro) oltre che a quella a due tappe (promessa-compimento);
- evitando di tracciare la "storia della salvezza" attraverso sviluppi che sminuiscono le Scritture ebraiche;
- evitando il dualismo che porta a contrapporre la Bibbia ebraica e la tradizione ebraica al Nuovo Testamento;
- non dichiarando le Scritture ebraiche e l'ebraismo "superati", "abrogati o "semplice preparazione" al Nuovo Testamento.

2. Non cadere nel trionfalismo
- sottolineando il comune modo di vivere la storia della salvezza nella liturgia;
- richiamando i legami tra l'ultima Cena, la celebrazione pasquale e l'Eucarestia;
- discernendo con umiltà, soprattutto nella lettura dei Profeti, il senso delle promesse, di cui attendiamo ancora il pieno compimento;
- sottolineando che nella relazione vivente delle Scritture vi è la stessa continuità che esiste fra la radice e i rami (Rm 9-11);
- mostrando come Gesù e il suo insegnamento siano radicati profondamente nella tradizione ebraica;
- servendosi degli elementi positivi contenuti nelle Scritture quali Rm 9-11;
- utilizzando le fonti ebraiche nel commentare le Scritture e facendo apprezzare e amare le ricchezze della tradizione ebraica.

3. Chiarire gli equivoci
- interpretando le letture liturgiche, soprattutto quelle ebraiche, alla luce dei due paragrafi precedenti;
- evitando l'uso del termine "Vecchio Testamento", che non è vecchio ma vivo e attuale. Si preferisca l'espressione "Scritture ebraiche" o "Tanak" (le consonanti iniziali di Torah, Nebiim e Ketubim);
- evitando di pronunciare il Tetragramma, sia per il divieto ebraico di nominare Dio che per l'impossibilità di conoscere la corretta vocalizzazione del termine;
- evitando di parlare della Chiesa come "nuovo Israele", espressione non contenuta nelle Scritture neo-testamentarie;
- spiegando l'uso stereotipo di espressioni quali "Giudei" nel vangelo di Giovanni o "Farisei" in quello di Matteo;
- precisando il contesto della passione e morte di Gesù durante la quaresima e la Settimana santa e ricordando che "quanto è stato commesso durante la Passione non può essere imputato né indistintamente a tutti gli ebrei allora viventi né agli ebrei del nostro tempo" (Nostra Aetate 4);
- dando il significato profondo degli "Improperi" del Venerdì santo, indirizzati a tutto il popolo di Dio, o sostituendoli con testi più appropriati;
- revisionando la Via Crucis e dando il giusto senso degli eventi narrati;
- valutando criticamente l'iconografia religiosa, antica e moderna, riflesso, a volte, del pensiero religioso dell'epoca.


INDICAZIONI BIBLIOGRAFICHE IN LINGUA ITALIANA

1. Per l'insegnamento delle discipline teologiche
Bea A., La chiesa e il popolo ebraico, Morcelliana, Brescia 1966.
Buber M., Sette discorsi sul/'ebraismo, Carucci, Roma 1976.
Buber M., Israele, un popolo e un paese, Garzanti, Milano 1950.
Di Noia A.M., Giudaismo, in Enciclopedia delle Religioni, 3, Vallecchi, Firenze 1971, 300-395.
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Federici T., Il Concilio e i non-cristiani. Declaratio, Testo, Commento, Ave, Roma 1965.
Herford Travers R., I Farisei, Laterza, Bari 1925.
Heschel A.J., Dio alla ricerca dell'uomo, Borla, Torino 1969.
Isaac J., Gesù e Israele, Nardoni, Firenze 1976.
Lattes D., Aspetti e problemi dell'ebraismo, Boria, Torino 1970.
Mussner F., Il popolo della promessa. Per il dialogo cristiano-ebraico, Citta Nuova, Roma 1982.
Segre A., Il popolo d'Israele e la Chiesa. Corso breve di ecumenismo, III, Centro Pro Unione, Roma 1982.
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Vermes G., Gesù ebreo, Boria, Roma 1983.

2. Per l'insegnamento delle discipline storiche
Cassuto U., Storia della letteratura ebraica postbiblica, Carucci, Roma 1976.
Chouraqui A., Lo Stato d'Israele, Garzanti, Milan.J 1958.
De Felice R., Storia degli Ebrei sotto il Fascismo, Einaudi, Torino 1972.
Di Noia A.M., Antisemitismo in Italia 1962/1972, Vallecchi, Firenze 1973.
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Fohrer G., Storia d'Israele, Paideia, Brescia 1975.
Giuntella E.V., Il Nazismo e i lager, Studium, Roma 1979.
Grayzel S., Storia degli Ebrei, Fondazione per la gioventù ebraica, Roma 1964.
Mannucci C., Antisemitismo e ideologia cristiana sugli Ebrei, Unicopli, Milano 1982.
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Poliakov L., Storia dell'Antisemitismo, 3 volumi, La Nuova Italia, Firenze 1974.
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Sacchi P., Storia del mondo giudaico, SEI, Torino 1976.
Sestieri L., Gli Ebrei nella storia di tre millenni. Vicende di un anticonformismo, Carucci, Roma 1980.

3. Per l'insegnamento liturgico-catechetico
Aron R., Così pregava l'ebreo Gesù, Marietti, Torino 1982.
Cavalletti S., Ebraismo e spiritualità cristiana, Studium, Roma 1966.
Heschel A.J., Il sabato: il suo significato per l'uomo moderno, Rusconi, Milano 1971.
Sestieri L. - Cereti G., Le chiese cristiane e l'ebraismo 1947-1983, Marietti, Torino 1983.

Centro SIDIC, Pasqua di resurrezione 1984

 
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