Contatti Attività Risorse Documentazione Home Pagina in Inglese Pagina in Francese Pagina in Inglese Aggiungi ai favoriti Segnala il sito Iscrizione alla newsletter Area riservata Mappa del sito
Home page
Service International de Documentation Judéo-Chrétienne
Google
Service International de Documentation Judéo-Chrétienne Cambia lingua
 
 

 

Rivista Sidic
Inglese
Francese
 
Fondo Librario Sidic
Nuove accessioni
Catalogo
Norme
 
Bibliografia
 
Dossiers
 
Sussidi
 
Conferenze e corsi
SIDIC
Centro Card. Bea
Altre conferenze e corsi
 
Links
Centri di dialogo
Risorse per il dialogo
Periodici
Links di interesse
 

Liturgia ebraica e liturgia cristiana

Camine Di Sante, La preghiera dl Israele (Merletti pp. 229. 231)
 
Dei legami profondi

Dall'universo complesso e affascinante della preghiera ebraica, la liturgia cristiana ha preso più elementi di quanto si possa immaginare. Come infatti sarebbe comprensibile la ekklesia senza la sinagoga, la liturgia della Parola senza la gettat Torah, la prex eucharistica senza la berakah, il ciclo di letture senza le parashot e le hattarot, il battesimo senza la miqweh, la cena senza la birkat ha-mazon, la pasqua senza pesah, la pentecoste senza shavu'ot, la domenica senza shabbat, l'ufficio divino senza i tehillim (inni/salmi), la conversione senza la teshuvah, la quaresima senza yom kippur, le traduzioni liturgiche senza i targumim, l'omiletica senza i midrashim, ecc.?

Affermando questi collegamenti non si vuole negare l'originalità della liturgia cristiana riconducendola a prodotto o prolungamento di quella ebraica ma individuarne il terreno vero di nascita e di confronto. La novità della liturgia cristiana non consiste in una creazione ex nihilo ma nella reinterpretazione cristologica dei dati ebraici; non nella loro cancellazione ma nella differenziazione da essi. Questo discorso è particolarmente importante per intendere il senso delle feste cristiane. Normalmente si suoi dire che come l'ebraismo ha storicizzato le feste agricole così la chiesa le ha cristologizzate, per cui natale, pasqua e pentecoste fanno la memoria di Gesù nato, morto, risorto e presente nel dono dello Spirito. L'affermazione è vera purché la si intenda non come svuotamento dei significati della festa ebraica ma come loro riaffermazione e compimento. Come la festa ebraica non ha abolito lo spessore materiale e terrestre delle feste agricole (e quale festa può non essere « agricola »?), così la festa cristiana non annulla ma riassume e radicalizza il senso delle feste ebraiche: il giardino dell'eden (che è questomondo secondo il progetto creazionale) fiorisce e produce i suoi frutti solo dove lo si vive con Gesù e come Gesù, il messia e il figlio di Dio.

Ebrei e cristiani pregano per lo stesso Regno

Del rito ebraico si parla sempre al passato, per evidenziare, da un punto di vista storico in generale e cristiano in particolare, l'evoluzione da un « prima » a un « dopo», ma rischiando di lasciar supporre così che oggi sia scomparso, trascurando il fatto che esso è un evento di esperienza spirituale per milioni di ebrei credenti contemporanei. Aver presente invece che questa fede continua ad essere vissuta ancora oggi, può aiutare la chiesa a non « dimenticare che ha ricevuto la rivelazione dell'Antico Testamento per mezzo di quel popolo con cui Dio, nella sua ineffabile misericordia, si è degnato di stringere l'Antica Alleanza » (Nostra Aetate 4), e che, come vuole l'apostolo Paolo, « i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili» (Rm 11,29). Conoscere la liturgia ebraica non è solo aumentare il proprio bagaglio storico e culturale ma, soprattutto, entrare nell'anima orante del popolo ebraico che attraverso i secoli eleva la sua voce di lode e di invocazione a un Dio che è lo stesso Dio di Gesù e dei cristiani, l'unico Dio di tutti gli uomini e di tutte le religioni.

E' certamente a questo livello che liturgia ebraica e liturgia cristiana ritrovano, come sorelle, i loro maggiori punti di contatto e di consonanza: perché sia l'una che l'altra annunciano il Regno di Dio e ne proclamano e ne santificano il Nome, lo lodano, lo ringraziano e ne invocano l'avvento...

 
Webmaster
© SIDIC Roma 1997-2007