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La narrazione midrashica

Testi presi da J. J. Petuchowskl: I nostri maestri insegnavano (Morcelliana 1983). pp. 44, 66, 103.
 
Un unico uomo

Con la creazione fu creata una sola persona umana per insegnarti che, se qualcuno distrugge anche una sola persona, la Sacra Scrittura ne tiene conto come se avesse distrutto tutto 11 mondo, e se qualcuno mantiene In vita una sola persona, la Sacra Scrittura ne tiene conto come se avesse mantenuto in vita tutto un mondo.
Questo avvenne anche per amore della pace fra gli uomini. Un uomo non deve dire all'altro: « Mio padre era più grande del tuo».

Anche perché gli eretici non dicano che ci sono parecchie divinità in cielo.
E infine per annunziare la grandezza del Santo, benedetto sia. Un uomo che conia monete, conia molte monete con uno stampo, e le monete sono tutte uguali. Ma il Re di tutti i re, il Santo, benedetto sia, ha coniato ogni uomo con lo stampo del primo uomo, eppure non c'è un uomo uguale all'altro.
Perciò ogni singolo uomo deve anche dire: « II mondo è stato creato per me».

Occasione ecumenica

Una certa persona non ebrea domandò a Rabbi Joshua:

«Voi avete dei giorni festivi e noi abbiamo dei giorni festivi. Quando voi vi rallegrate, noi non ci rallegriamo; e quando noi ci rallegriamo, voi non vi rallegrate. Quando allora ci rallegriamo insieme?».
Rabbi Joshua rispose: Quando cade la pioggia ».
Come si può provare questo con la Sacra Scrittura?
Con il Salmo 65,14: «Si vestono i prati di greggi e le valli si coprono di grano. Giubilano e cantano». E parimenti nel Salmo 66,1 si legge: «Acclamate Dio, tutta la terra».
Non si legge: «Acclamate Dio, voi sacerdoti, Leviti, o Israeliti», bensì: «Acclamate Dio, tutta la terra».

Con tutta la tua anima

Rabbi Akivà non aveva seguito il divieto di Adriano dI Insegnare la Torah e fu condannato al martirio. Quando fu torturato alla presenza del malvagio Tinneo Rufo, venne l'ora di recitare «Ascolta, Israele» (Dt 6,4-9). Egli lo recitò e sorrise.

1/ funzionario gli gridò: « Vecchio! Come puoi sorridere con I tuoi dolori? O sei uno stregone o ti fai beffe delle tue sofferenze ».
Akivà rispose: « lo non sono uno stregone. e non mi faccio beffe delle mie sofferenze. Ma per tutta la vita ho recitato le parole: "Amerai II Signore Dio tuo con tutto li tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutte le tue forze" ed ero triste quando pensavo in che modo potevo amare Dio con tutta la mia anima. Ho amato Dio con tutto II mio cuore e con tutte le mie forze. Ma non mi era chiaro come potevo amarlo con tutta la mia anima. Ora che sto per rendere l'anima e l'ora di "Ascolta, Israele" è venuta e io rimango nella mia decisione, non devo sorridere? ».

Cosi dicendo, rese la sua anima.

 
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