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I responsabilidella condanna a morte di Gesù

Da C. Thoma: Teologia cristiana dell'ebraismo, ed. Marietti, pp. 131-132.
C. Thoma
 

Nel 30 d.C., in occasione della festa pasquale ebraica, Gesù fu condannato alla morte di croce su ordine di Ponzio Pilato, il massimo rappresentante della potenza romana occupante. La condanna fu eseguita immediatamente sul Golgota, sovrastante le mura di Gerusalemme. Pian piano, tra gli studiosi dalla mentalità storico-critica, va delineandosi un consenso circa i responsabili della morte di Gesù e i motivi cne l'hanno provocata.

Il responsabile principale della crocifissione fu il luogotenente romano Ponzio Pilato. I motivi, da cui egli fu mosso, erano di natura politica, non religiosa. La colpevolezza o l'innocenza di Gesù, le accuse vere o false non furono determinanti. Ma per conoscere in qualche misura la personalità e il ruolo politico di Pilato bisogna sapere che nei racconti della passione non incontriamo il vero Pilato storico, bensì il Pilato a predicato ».

Per non mettere inutilmente in pericolo le giovani comunità cristiane dell'impero romano e non acuire senza necessità il contrasto tra la romanità e il cristianesimo dipingendo una figura crudele di procuratore romano, gli evangelisti tratteggiarono un Pilato alquanto più mite. Ma la verità storica su quest'uomo, tristemente celebre per la sua ferocia, avidità e ostilità contro gli ebrei, non andò perduta nel mondo romano (LegGai 37-39; Boll 2, 169-174; Ant 18. 55-59; Lc 13,1).

Da parte giudaica furono corresponsabili della morte di Gesù il sommo sacerdote Caifa, i grandi sacerdoti a lui vicini e anche singoli rappresentanti del Sinedrio...

Il sommo sacerdote, nella sua qualità di presidente di questa istituzione, divenne il capo spirituale e politico degli ebrei sotto lo staffile romano. Le azioni e le parole di critica rivolte al Tempio da Gesù (Mc 11,15-19) e soprattutto l'influsso da lui esercitato sul popolo furono considerate dal sommo sacerdote un pericolo per l'ordine statale e religioso già tanto difficile da mantenere. Non è invece possibile stabilire la misura della cattiva volontà neppure nel suo caso e in quello dei suoi collaboratori. Sembra comunque certo che anch'essi abbiano agito contro Gesù principalmente in base a considerazioni religioso-politiche e non per motivi religiosi.

 
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