...L'immagine del dialogo
In un volume pubblicato a Gerusalemme, dal titolo:
« Torat'haim» (Una regola di vita), un
suggestivo disegno raffigura le due Tavole del Sinai,
ciascuna delle quali porta incise cinque parole, sotto
forma di due figure umane a testa coperta. Quella
di destra (l'ebraico si legge da destra a sinistra)
tiene fra le mani la testa della seconda, in un gesto
di tenerezza. Di che cosa si tratta?
D'una relazione d'amore fra Dio e l'uomo —
fra l'uomo e il suo prossimo — fra Il Diletto
e ii suo popolo — fra un padre e suo figlio.
Le due figure si accostano fra loro come per farsi
una confidenza, per mormorarsi vicendevolmente un
segreto:
Le dieci Parole
Es 20,1-17 - Le DIECI PAROLE, o Le DUE TAVOLE: quella
della relazione a Dio e quella della relazione al
prossimo. Dio si rivela Padre degli uomini perché
l'uomo sia fratello di tutti gli altri uomini.
Osserviamo che in ebraico, per mettere bene in rilievo
i due poli del brano, se la prima parola è
YHVH (il Signore, v. 2). l'ultima è a il tuo
prossimo » (v, 17).
Nel cuore della rivelazione del Sinai, questo passaggio
costituisce infatti il sunto della vita del popolo
di Dio secondo l'Alleanza. Sunto che viene espresso
in forma ulteriormente abbreviata nel « TU AMERAI
» della professione di fede ebraica: a Ascolta,
Israele (Dt 6,5; Lv 19-18): Tu amerai il Signore tuo
Dio con tutto il tuo cuore...» e: « amerai
il tuo prossimo perché è come te stesso...
».
Due Tavole, dice il midrash, in rapporto al cielo
e alla terra, allo sposo e alla sposa, ai due testimoni,
al mondo presente e a quello avvenire... Queste Tavole
ci ricordano che il Dio Unico traspare nell'universo
mediante l'apparente dualismo che lo caratterizza...
Il testo biblico
Le due Tavole si richiamano a vicenda. Per meglio
approfondirne il senso, le si rileggerà l'una
di fronte all'altra: cinque Parole e cinque Parole.
Vengono chiamate « le due Mani di Dio »:
una benedice e l'altra sostiene.
Queste Dieci Parole di Dio sono il linguaggio d'amore
dell'Alleanza. Più che di ordini, si tratta
di promesse. Ciascuna di esse sottintende sempre:
« lo ti ho salvato e sono sempre con te. Ti
sarò accanto nella prova. Va dunque, e non
temere: tu farai... o non farai... perché io
sono con te, accanto a te ».
Quando il cuore è stato conquistato da un
simile dialogo, l'intera vita è trasformata.
Allora, per la fidanzata, sarà quasi «
naturale » agire secondo il suo cuore, sostenuta
da Colui al quale si affida.
Le dieci Parole per i cristiani
Indubbiamente, la persona di Gesù, che noi
siamo invitati a seguire, è centrale per ogni
vita cristiana. Ma è Io stesso Gesù
che vuole aiutarci a vivere l'invito delle due Tavole
dell'Alleanza, quella stessa Alleanza che Lui compie
e rinnova nella sua persona.
Crediamo davvero alle Dieci Parole d'amore che il
Signore continua a rivolgerci? E allora non ci accadrà
più di presentarle come dieci comandamenti
coercitivi, che elevano barriere sulle nostre strade
per forzarci a seguire il retto cammino, o come staccionate
costruite per evitare cadute ed incidenti.
La Legge ebraica è TORAH di vita: rivelazione
d'amore vissuta in gesti. Il suo nome deriva dal vocabolario
dei pastori, e significa indicare la dire-
zione, dare il segnale della partenza.
Penetriamo l'annuncio delle Dieci Parole, il cui tono
richiama quello che adoprerà Gesù per
proclamare, su un altro monte, le sue Beatitudini:
Parole nuove, ma in continuità con le prime
per quelli che accettano di seguirlo, mettendo i loro
passi nelle orme dei suoi.