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PROPOSTE PRATICHE PER
PREDICATORI
Il Terzo Giorno |
| Questo articolo è apparso nel numero speciale
della rivista Tychlque N. 50 (1984). |
Louise M. Niesz |
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L'Antico Testamento mantiene il proprio valore di
rivelazione, che spesso il Nuovo Testamento non farà
che riprendere... II Nuovo Testamento esige di essere
letto alla luce dell'Antico. (Suss 11,7)
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Secondo le Scritture
E' stato il Concilio Niceno-Costantinopolitano 1325-381)
che ha permesso ai cristiani, da 17 secoli, di proclamare
che: Gesù di Nazareth è risorto dai
morti il terzo giorno, SECONDO LE SCRITTURE.
La Chiesa primitiva, infatti, disponeva solo delle
SCRITTURE (Tradizione scritta e Tradizione orale)
per dar significato agli eventi della vita di Gesù
ed alle sue parole.
Questa affermazione: SECONDO LE SCRITTURE, va intesa:
secondo l'Antico Testamento e l'interpretazione tradizionale
che i maestri dell'ebraismo ne danno da vari millenni.
Nelle Chiese cristiane di oggi non è ancora
nè evidente nè abituale ricorrere alla
tradizione viva dell'ebraismo per meglio comprendere
le a parole » e i « fatti« della
vita, morte e risurrezione di Gesù. E tuttavia
gli Evangelisti hanno radicato la loro fede nel Risorto
sul fecondo terreno della fede ebraica.
Le lacerazioni della storia ci hanno in seguito
privato di questa linfa. Bisogna riscoprirla, per
ritrovarvi la coerenza della Parola dell'Unico Dio,
illuminante la vita di Gesù, venuto «
non per abolire ma per compiere » questa medesima
Parola: e cioè questo PROGETTO d'amore di Dio,
concernente il destino di salvezza o di perdizione
dell'umanità: « Ecco che metto dinanzi
a te... ».
La risurrezione di Gesù al terzo giorno rientra
nella linea d'una tradizione che ci insegna, attraverso
tutta la Scrittura (Torah, Profeti, Agiografi o Libri
Sapienziali) che il « terzo giorno n è
GIORNO DI SALVEZZA dopo una minaccia di morte, Proclamare
che Gesù è risorto al terzo giorno SECONDO
LE SCRITTURE, equivale all'invito di ricercare noi
stessi, nella Tradizione, la chiave interpretativa
d'un tale evento.
La fede nella risurrezione dei morti, autenticata
dalla risurrezione di Cristo, è divenuta la
pietra d'angolo della fede cristiana:
“Se non esiste risurrezione
dei morti, neanche Cristo è risuscitato. Ma
se Cristo non è risuscitato, allora è
vana la nostra predicazione e vana è pure la
vostra fede. Se poi noi abbiamo avuto speranza in
Cristo soltanto in questa vita, siamo da compiangere
più di tutti gli uomini». (I Cor 15,13-14,19)
La Chiesa primitiva, per annunziare la risurrezione
di Gesù, non disponeva di altri mezzi che della
propria fede riferita alle Scritture, Innanzi tutto
per aderirvi, e poi per comunicare la loro personale
esperienza del Risorto, gli Apostoli hanno utilizzato
il patrimonio biblico ereditato dai padri, riconoscendo
che gli avvenimenti vissuti corrispondevano alle parole
a della Legge e dei Profeti ».
Ricollegandosi ad una lunga Tradizione, la Scrittura
costituiva, per i primi cristiani, il materiale adeguato
a fornir loro il senso della storia. E' dunque legittimo
ricorrere alla lettura ebraica delle citazioni scritturali
contenute nel Nuovo Testamento e tramandate nella
formulazione più elaborata del Credo. Non possiamo
più esimerci dal prestar attenzione all'apporto
che ci viene da questa prima lettura, continuata fino
ai giorni nostri da intere generazioni di credenti.
Il lavoro dei primi esegeti è consistito
nel risistemare tutto ciò che concerneva Gesù
nell'insieme del PROGETTO di Dio.
Gesù « risuscitato il terzo
giorno secondo le Scritture »
Come rileggere l'evento fondamentale della fede cristiana
nell'unicità della Parola di Dio? Cercheremo
di rispondere a questo interrogativo ripercorrendo
le Scritture, e tenendo conto dei commentari ebrei
tradizionali dei testi scelti.
Quando Dio mette alla prova Abramo, dicendogli di
prendere il figlio e dirigersi verso il monte che
Lui stesso gli indicherà, la Scrittura ci dice
che:
“... IL TERZO GIORNO Abramo alzò gli
occhi, e da lontano vide quel luogo...” (Gen
22,4).
Il Midrash fa un drammatico racconto di questo terzo
giorno di cammino. Satana stesso fa strada con Abramo
ed 'sacco, e non risparmia al padre dei credenti seduzioni,
astuzie ed inganni. Allo stremo delle forze, Abramo
invoca l'Eterno, e finalmente, al TERZO GIORNO, viene
liberato da Satana.
Abramo alzò gli occhi, e da lontano vide quel
luogo...».
La a Shekhina » (Presenza di Dio indicata
dalla nube) era sul monte. Anche 'sacco è salvo.
Un ariete lo sostituisce per il sacrificio.
Il TERZO GIORNO è pure quello della liberazione
dei « padri».
Spinti dalla carestia, i figli di Giacobbe si recano
in Egitto, dove il loro fratello Giuseppe è
soprintendente del Faraone ed ha potestà su
tutti i suoi granai. Per metterne alla prova le intenzioni.
Giuseppe tende loro un tranello:
« Mandate uno di voi a prendere il vostro fratello
più giovane (Beniamino): voi intanto rimarrete
prigionieri. Siano così messe alla prova le
vostre parole, per sapere se la verità è
dalla vostra parte. Se no, per la vita del Faraonel,
voi siete spie. E li tenne in carcere per TRE GIORNI».
(Gen 42,16-17)
Grazie ai meriti dei padri, Abramo, (sacco e Giacobbe,
Dio non lascia soffrire i giusti al di là di
tre giorni. Perciò, al TERZO GIORNO, Giuseppe
dice loro:
• Fate questo, e avrete salva la vita »
(Gen 42,18).
Il TERZO GIORNO è anche quello del dono della
Torah, che inaugura la liberazione e la vita del Popolo
di Dio:
« Il Signore disse a Mosè: Va dal popolo
e purificalo oggi e domani: lavino le loro vesti
« si tengano pronti per il TERZO GIORNO, perché
nel TERZO GIORNO il Signore scenderà sul monte
Sinai alla vista di tutto il popolo». (Es 19,10-11).
Nessuno ignorava, in Israele, che vedere Dio equivaleva
a morire:
« Mosè scese dal monte verso il popolo.
Egli fece purificare il popolo, ed essi lavarono le
loro vesti. Poi disse al popolo: "Siate pronti
in questi TRE GIORNI: non unitevi a donna".
Appunto al TERZO GIORNO, sul far del mattino, vi furono
tuoni, lampi, una nube densa sul monte e un suono
fortissimo di tromba: tutto il popolo che era nell'accampamento
fu scosso da tremore ». (Es 19,14-16).
Poiché ha accettato il giogo e la testimonianza
della Torah. Israele diverrà il « tesoro
n di Dio. punto di riferimento per le altre nazioni.
Il TERZO GIORNO è anche quello degli esploratori.
Prima di entrare nella Terra Promessa, Giosuè
manda segretamente due spie in ricognizione Esse vi
si recano, e sono ospitate per la notte da Rahab,
la prostituta di Gerico. Il re ne è informato,
e fa dire a Rahab di mandar via quegli uomini Ma là
donna, contravvenendo agli ordini reali, li nasconde
e, partiti i messi del re, li fa fuggire verso la
montagna:
« Andate verso la montagna, perché non
si imbattano in voi i vostri inseguitori, e là
rimarrete nascosti TRE GIORNI, fino al loro ritorno.
Poi andrete per la vostra strada ». (Gs 2,16).
Il TERZO GIORNO è ancora quello di Giona. E'
scritto infatti:
«E Giona restò nel ventre del pesce TRE
GIORNI (e tre notti) ». (Gn 2,1).
« Poi il Signore comandò al pesce, che
rigettò Giona sull'asciutto". (Gn 2,11).
Il TERZO GIORNO di Giona è per eccellenza
il segno scelto dal Nuovo Testamento per significare
il ritorno alla vita di Gesù di Nazareth dopo
la sua morte effettiva:
Una generazione perversa ed adultera domanda un segno!
Ma nessun segno le sarà dato se non il segno
di Giona profeta. Come infatti Giona rimase TRE GIORNI
e tre notti nel ventre del pesce, così il Figlio
dell'uomo resterà TRE GIORNI e tre notti nel
cuore della terra ». (Mt 12,39-40).
Il TERZO GIORNO è ancora quello del ritorno
degli esuli a Gerusalemme. Grazie all'editto di Ciro.
Esdra e i capi d'Israele lasciano Babilonia e s'avviano
verso Gerusalemme.
Esdra raduna tutta la sua gente «...presso il
canale che scorre verso Aava. E là rimasero
accampati per TRE GIORNI » (Esd 8,15):
« Lì, presso il canale Aavà, ho
indetto un digiuno per umiliarci davanti al nostro
Dio e implorare da Lui un felice viaggio per noi,
i nostri bambini e tutti i nostri averi. Così
abbiamo digiunato e implorato da Dio questo
favore, ed Egli ci è venuto in aiuto ».
(Esd 8,21-23).
Il TERZO GIORNO è quello della grazia di Ester
e del suo popolo.
Dopo TRE GIORNI di digiuno e di suppliche per la salvezza
del popolo, Ester tenta il tutto per tutto, presentandosi
al cospetto di Assuero senza esservi stata chiamata:
« Ester fece rispondere
a Mardocheo: "Va, raduna tutti i Giudei che si
trovano a Susa. Digiunate per me, state senza mangiare
e senza bere per TRE GIORNI, notte e giorno: anch'io
con le mie ancelle digiunerò allo stesso modo.
Dopo entrerò dal re, sebbene ciò sia
contro le leggi. E se dovrò perire, perirò!"
» (Est 4,16).
Ora, dopo TRE GIORNI, ecco cosa avvenne:
« Il TERZO GIORNO, quando ebbe finito di pregare,
ella si tolse gli abiti da schiava, e si rivestì
di tutto il fasto del suo grado. Divenuta così
splendente di bellezza, invocò il Dio che veglia
su tutti e li salva. ... Col cuore stretto dalla paura,
attraversate una dopo l'altra tutte le porte, si trovò
alla presenza del re. Egli alzò il viso pieno
di maestà, e guardò in un accesso di
collera...
Ella si senti svenire, ... Ma Dio volse a dolcezza
lo spirito del re. ... Egli andava confortandola e
dicendo: Che c'è, Ester? lo sono tuo fratello!
Rassicurati! Tu non devi morire... n (Est 5,1-15).
E, finalmente, il TERZO GIORNO è quello della
risurrezione dei morti, come si legge nel libro del
Profeta Osea:
Venite, ritorniamo al Signore:
Egli ci ha straziati, Egli ci guarirà;
Egli ci ha percosso, ed Egli ci fascerà. Dopo
due giorni ci renderà la vita.
Il TERZO GIORNO ci farà rialzare
e noi VIVREMO alla sua presenza ». (Os 6,1-2)
Secondo i c Saggi » d'Israele, è grazie
al TERZO GIORNO del dono della Torah e grazie al TERZO
GIORNO d'Abramo e dei meriti incalcolabili acquisiti
della sua obbedienza che si devono tutti questi atti
di liberazione nel TERZO GIORNO.
Tali esempi fanno risaltare l'unicità della
Parola di Dio attraverso i due Testamenti: e dimostrano
quale nuova luce possa proiettare sulla nostra lettura
del Nuovo Testamento una migliore conoscenza dell'Antico.
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